Educazione nelle scuole

La Death Education

Tatuaggio_di_una_farfallaL’interesse in ambito accademico per la Death Education (DE) è nato a partire dalla metà degli anni cinquanta del XX  secolo. Leviton, nella sua opera The scope of Death Education,  la definisce come un processo attraverso cui vengono trasmesse le conoscenze circa la morte e il morire e le relative implicazioni. Obiettivo della DE è fornire gli strumenti utili a preparare le persone ad affrontare gli eventi di vita legati alla morte e al morire. Studiosi come Corr, Morgan e Wass affermano che affrontando la realtà della morte e del morire le persone possono vivere più pienamente e perciò sostengono l’importanza della DE come un componente essenziale dei processi educativi a tutti i livelli e le età in quanto le riflessioni sulla morte comportano una rivalutazione positiva della vita e del suo valore. Inoltre secondo studi recenti il:

«rifiuto della morte e del lutto è tra le cause principali di suicidio tra gli adolescenti, soprattutto nel Nord America. La mancanza palese dell’esperienza della morte tra i bambini e gli adolescenti contribuisce grandemente a suscitare curiosità. Ci sono giovani che si tolgono la vita sotto una spinta emotiva: non hanno compreso che la morte è irreversibile, senza ritorno…» (J.Monbourquette- I. D’ Aspremont, Scusatemi sono in lutto, Cinisello Balsamo 2012, p. 21).

Puoi guardare il trailer del docu-film Imparare a vedere oltre la morte per amare la vita” realizzato dall’università di Padova con la collaborazione di Tutto è Vita

Tuttoèvita e la Death Education: il progetto “Il bruco e la farfalla”

Esistono iniziative già lodevoli in ambito scolastico attraverso le quali si promuove l’efficacia delle cure palliative e si surrealismofanno conoscere agli studenti  le strutture che si fanno carico dell’individuo che soffre come gli hospice, e ci sono anche ottime realtà che si occupano di accompagnamento pediatrico, ma un settore ancora poco esplorato è proprio la DE nelle scuole che ha come scopo proporre il tema della finitudine e  agevolarne la presa di coscienza nei giovani prima che questo invada la loro vita in modo traumatico. Per questo motivo l’Associazione ha avviato dei progetti nella scuola primaria, e secondaria, alcuni anche in collaborazione a progetti di ricerca dell’Università di Padova.

Scuole primarie: un’équipe interdisciplinare di professionisti cura la formazione degli insegnanti per fornire concreti strumenti didattici, comunicativi e relazionali; nel corso dell’attività educativa vengono coinvolti anche i genitori; la parte principale riguarda il lavoro diretto con i bambini utilizzando un approccio narrativo che prevede l’uso di fiabe e miti.

Scuole secondarie: formazione degli insegnanti attraverso un ciclo di incontri finalizzato ad avviare una riflessione sui temi affrontati e ad ampliare la gamma degli strumenti didattici che possono essere inseriti all’interno del progetto educativo durante l’anno. In secondo luogo degli incontri esperienziali con gli studenti che seguono due modalità: un approccio narrativo con l’attuazione di un laboratorio di progettazione e realizzazione video dei racconti creati dai ragazzi, o di storie direttamente costruite sulle suggestioni che l’argomento della finitudine stimola sugli stessi studenti; ed un lavoro concreto esperienziale attraverso l’utilizzo di tecniche di training, visualizzazioni, rilassamento e respirazione per padroneggiare i propri stati emotivi e psichici.

Università: si propone un lavoro esperienziale più approfondito con gli studenti attraverso l’insegnamento teorico-pratico di tecniche auto-narrative, di semplici tecniche di meditazione e training, associato ad una formazione teorica sulla DE.