Laboratori nelle scuole

Nel corso delle esperienze fatte nelle scuole i partecipanti hanno prodotto alcuni materiali chelaboratori nelle scuole pubblichiamo in questa pagina.
Ogni classe dopo momenti di riflessione, discussione, di scelta delle musiche e delle frasi che avrebbero fatto da filo conduttore al proprio lavoro, ha creato un breve video avvalendosi delle competenze e dell’aiuto di un educatore e video-maker nostro collaboratore.
Ne sono risultati quattro lavori diversi a partire dall’idea scelta ed elaborata da ogni classe.

 

Video prodotti dagli studenti del liceo “C. Lorenzini” di Pescia

“CIÒ CHE È CARO AL CUORE NON SCOMPARE MAI”

La classe si è mossa a partire da alcune suggestioni poetiche tratte da Il piccolo principe, di Antoine de Saint Exupery  in particolare dal rapporto  che il protagonista instaura con la sua rosa. Partendo da qui gli studenti hanno lavorato sul concetto dello scorrere inesorabile del tempo, non a caso la frase guida del loro lavoro è il tempo passa, le cose cambiano, le rose sfioriscono, e sull’idea che creare un rapporto, un legame affettivo, una sintonia renderà possibile far continuare a vivere anche ciò che apparentemente non c’è più.

“ANCHE SENZA LIETO FINE…” 

La classe ha scelto di lavorare su immagini di film noti che non si concludevano con il classico lieto fine, ma che ponevano invece lo spettatore di fronte a situazioni estremamente tristi, talvolta anche tragiche.
Gli studenti hanno voluto darne una propria lettura personale ed attingendo alle proprie risorse personali, hanno scelto di contrapporre alla tristezza e alla tragicità della conclusione dei film, la possibilità di ricordare le immagini più belle, serene del film, lasciando anche aperta la possibilità di una continuazione.

 “ORIZZONTI ALLARGATI” 

Questa classe ha scelto invece di lavorare sul concetto di punto di vista, ovvero la possibilità di leggere gli eventi che accadono nella realtà in modi diversi a seconda dei vissuti personali e di come ognuno si pone di fronte a questi eventi. Hanno scelto alcuni piccoli episodi quotidiani e ne hanno dato una doppia lettura: ad esempio l’immagine di un’ambulanza con le sirene spiegate che poteva essere letta come simbolo di sofferenza e di morte, e allo stesso tempo cambiando il punto di vista come il momento in cui una donna stava correndo verso l’ospedale per partorire, dare alla luce una nuova vita.

 “C’ERA UNA VOLTA UNA CLASSE…E C’È ANCORA!” 

Le ragazze della classe hanno scelto di lavorare sulla loro classe vissuta come esperienza di un forte legame di amicizia e di condivisione. Sull’idea che fra poco la loro classe non esisterà più fisicamente perché una volta diplomate nei loro banchi ci saranno nuovi studenti, ma che ognuna di loro porterà comunque il ricordo delle esperienze condivise, delle risate fatte insieme: tutto ciò che riguarda la condivisione delle esperienze fatte vivrà per sempre nei loro ricordi e quindi effettivamente questa classe non avrà mai una conclusione definitiva.